Aeroporto di Catania aperto: voli in ripresa e settori B3 e C1 riattivati dopo la cenere dell’Etna
Sì, l’aeroporto di Catania è aperto: la riapertura è scattata lunedì 28 settembre intorno alle ore 20.
- Stop durato tre giorni per l’emergenza cenere dell’Etna.
- Riattivati i settori B3 e C1, con Terminal A e C operativi.
- Chiusura iniziata sabato 26 settembre per l’attività eruttiva.
- Possibili ancora ritardi e riprotezioni per i voli programmati.
- Consigliato verificare il volo con la compagnia prima di partire.
Ripresa dei voli in partenza e in arrivo
Cosa sapere subito sulla riapertura
- Riapertura lunedì sera intorno alle ore 20
- Chiusura durata 3 giorni per emergenza cenere
- Voli sospesi a causa della cenere dell’Etna
- Comunicazione ufficiale della Sac, società di gestione dello scalo
- Scalo Fontanarossa, aeroporto internazionale di Catania
La notizia arriva direttamente dalla Sac, la società che gestisce lo scalo etneo: dopo tre giorni di stop, l’aeroporto di Catania ha riacceso i motori. Il blocco era iniziato sabato 26 settembre, quando l’intensificarsi dell’attività eruttiva dell’Etna aveva spinto la cenere vulcanica nell’atmosfera, rendendo impossibili le operazioni di decollo e atterraggio.
Cronologia della ripresa del traffico
La riapertura è stata confermata nella serata di lunedì 28 settembre, con l’aggiornamento diffuso alle ore 21:14. In quella finestra temporale sono stati riattivati i settori B3 e C1, mentre i Terminal A e C sono tornati pienamente operativi. Il Terminal A, inaugurato a maggio 2007, ospita tutte le compagnie tranne easyJet; il Terminal C, aperto il 25 luglio 2018 su una superficie di 3.800 mq, gestisce i voli della compagnia arancione e i collegamenti extra-Schengen.
Per chi viaggia, la raccomandazione è chiara: verificare sempre lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di raggiungere lo scalo. Durante i giorni di chiusura, circa 70 voli al giorno sono stati dirottati su Palermo, con oltre 10mila passeggeri in più transitati sullo scalo palermitano. Ora, con la riapertura, la situazione è in progressivo miglioramento, ma restano possibili ritardi e riprotezioni per chi aveva voli programmati nei giorni di stop.
Riapertura dello scalo e settori operativi

| Settore o terminal | Stato | Dettagli e data |
|---|---|---|
| Settore B3 | Riattivato | Riapertura lunedì 28 settembre |
| Settore C1 | Riattivato | Riapertura lunedì 28 settembre |
| Terminal A | Attivo | Inaugurato maggio 2007 |
| Terminal C | Attivo | Inaugurato 25 luglio 2018 |
La riapertura dello scalo è stata comunicata da Sac, la società di gestione dell’aeroporto Fontanarossa, con un aggiornamento delle 21:14 di lunedì 28 settembre. Dopo tre giorni di chiusura, sono stati riattivati i settori B3 e C1, riportando gradualmente la struttura alla piena operatività.
I due terminal attivi sono il A, inaugurato a maggio 2007, che ospita tutte le compagnie tranne easyJet, e il C, inaugurato il 25 luglio 2018 su una superficie di 3.800 mq. La riapertura dei settori consente ora di smaltire i voli accumulati durante lo stop per la cenere dell’Etna.
Per chi deve partire o attendere un volo, la riapertura dei settori B3 e C1 significa meno congestione nelle aree imbarchi e tempi di attesa più contenuti rispetto alle ore immediatamente successive alla chiusura. Resta comunque consigliabile verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di raggiungere lo scalo.
Attività eruttiva dell’Etna
L’intensificazione della fase eruttiva dell’Etna è all’origine dell’interruzione dei voli: da sabato 26 settembre la cenere in atmosfera ha reso impraticabili alcune aree dello scalo, costringendo i gestori a sospendere le operazioni per tre giorni. L’attività del vulcano era ripresa con vigore già da diversi giorni, ma solo il cambiamento della direzione del vento ha spinto i pennacchi verso l’aeroporto.
Per gestire l’emergenza è stato attivato il Nco, il Nucleo di coordinamento operativo, che ha monitorato costantemente la situazione in collegamento con i tecnici. La cenere vulcanica resta il fattore più insidioso per la navigazione aerea: anche piccole concentrazioni possono danneggiare i motori e ridurre la visibilità.
Fino a quando il vento non ha cambiato direzione, il traffico aereo era rimasto regolare, nonostante l’intensa attività del vulcano. Questo spiega perché migliaia di viaggiatori sono stati colti di sorpresa dallo stop improvviso.
Allerta cenere e Protezione Civile
- Allerta rossa per cenere: livello massimo di vigilanza sullo scalo etneo
- Nessun ferito o danno: situazione sotto controllo, disagi solo ai voli
- Voli dirottati su altri scali: oltre 70 al giorno
- Disagi di agosto: forti ripercussioni sui viaggiatori in transito
- Scalo internazionale Bellini: Fontanarossa, tra i più trafficati d’Italia
La cenere vulcanica spinta in atmosfera ha spinto la Protezione Civile a mantenere un livello di allerta rossa sull’area aeroportuale. Si tratta del grado più elevato di sorveglianza: non implica un pericolo diretto per le persone, ma impone controlli continui sulla qualità dell’aria e sulla visibilità delle piste.
La buona notizia è che non si registrano feriti né danni a persone o strutture. Il problema resta confinato alla circolazione aerea: la cenere è abrasiva e può compromettere i motori, quindi le autorità preferiscono sospendere le operazioni finché la concentrazione non cala. I passeggeri coinvolti vengono dirottati verso Palermo, Trapani e Comiso, con il solo scalo di Palermo che assorbe circa 70 voli al giorno.
Chi ha viaggiato durante l’ultima fase critica ricorda bene le forti ripercussioni di agosto: code ai banchi check-in, riprotezioni last minute e lunghe attese. L’aeroporto Vincenzo Bellini è uno scalo internazionale con 12 milioni di passeggeri annui: basta un’ora di chiusura per generare un effetto domino su tutta la Sicilia orientale. Per questo la raccomandazione resta una sola: verificare lo stato del volo con la compagnia prima di partire per l’aeroporto.
Disagi per i passeggeri
Con lo scalo di Catania chiuso per 3 giorni, il traffico è stato dirottato verso gli aeroporti alternativi di Palermo, Trapani e Comiso. Su Palermo Falcone Borsellino sono arrivati circa 70 voli al giorno, con oltre 10mila passeggeri in più rispetto al normale.
La riprogrammazione ha causato ritardi e cancellazioni, con riprotezioni sui voli successivi. Per chi deve partire, conviene seguire lo stato del volo con la compagnia prima di raggiungere il terminal.
Lo scalo di Catania, che conta 12 milioni di passeggeri annui, resta il principale riferimento dell’isola: una chiusura di più giorni ha quindi un impatto immediato su tutta la mobilità siciliana.
